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I pressoi litici costituiscono una parte fondamentale della filiera produttiva e un documento di estremo interesse da un punto di vista storico-archeologico. Considerati reperti meno nobili di altri, questi manufatti hanno goduto fino ad... more
I pressoi litici costituiscono una parte fondamentale della filiera produttiva e un documento di estremo interesse da un punto di vista storico-archeologico. Considerati reperti meno nobili di altri, questi manufatti hanno goduto fino ad oggi nell'isola di scarso interesse presso gli studiosi. Inoltre gli esemplari giunti fino a noi, il più delle volte lacunosi e scollegati dal contesto di provenienza, pongono notevoli difficoltà di interpretazione tipologica e di datazione. Per tentare di fare chiarezza su questo argomento, è nata l'idea di allestire questo progetto di ricerca volto principalmente alla definizione di un repertorio tipologico-funzionale dei pressoi litici attraverso i metodi di indagine quali l'archeologia sperimentale, l'etnoarcheologia e l'archeologia della produzione in linea con l'approccio multidisciplinare proprio dell'Archeologia dei Paesaggi. Per quanto concerne i manufatti correlati alla produzione del vino, i cosiddetti palmenti, ne sono stati censiti 103 impianti rupestri fissi così ripartiti: 12 all'interno del territorio del Guilcer e 91 nel territorio del Barigadu; a ciò si aggiungano 53 vasche mobili pertinenti ad almeno altri 30 impianti. Per quanto riguarda la produzione dell'olio, i risultati della presente indagine ampliano notevolmente il panorama delle conoscenze sui metodi di produzione dell'olio nell'antichità. Tali metodologie sono testimoniate soprattutto dalla presenza delle cosiddette arae, basi in pietra per torchi del tipo a leva. Il rinvenimento di oltre 50 arae testimonia un'intensa attività produttiva destinata al mercato locale. Per quanto concerne la cronologia, è opportuno segnalare come gli indicatori della produzione siano molto diffusi in quei siti con frequentazione di lunga durata, dall'epoca nuragica all'età tardo-medievale.
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Un censimento completo con l´esaustiva schedatura di ogni sito o monumento del territorio di Neoneli. Di ogni reperto rinvenuto l´autrice ci introduce alla conoscenza del luogo, dalle prime tracce dell´uomo nel territorio fino alla tarda... more
Un censimento completo con l´esaustiva schedatura di ogni sito o monumento del territorio di Neoneli. Di ogni reperto rinvenuto l´autrice ci introduce alla conoscenza del luogo, dalle prime tracce dell´uomo nel territorio fino alla tarda età romana e ci consegna una documentazione di grande utilità per lo studioso, per l´appassionato ma anche e soprattutto per la comunità neonelese.
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9788895468242_133850.pdf
Mastino_Loi.doc
The stone presses constitute a fundamental element of the production process and they are of significant interest due to their historical and archaeological value. Those artifacts, being considered less valuable than others, have... more
The stone presses constitute a fundamental element of the production process and they are of significant interest due to their historical and archaeological value.
Those artifacts, being considered less valuable than others, have enjoyed relative anonymity on the Island. Furthermore, those we are in possession of are of doubtful and mysterious origin and it is difficult to interpret their typology and age.
The aim of this research project is to clarify the topic through the establishment of a stone presses sample organised by type and function.
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L’impiego dei palmenti non ha avuto sempre un’interpretazione univoca da parte degli studiosi, e anche se la funzione di spremitura dei grappoli d’uva e di pressatura delle vinacce sembra la più accreditata, nel corso degli anni sono... more
L’impiego dei palmenti non ha avuto sempre un’interpretazione univoca da parte degli studiosi, e anche se la funzione di spremitura dei grappoli d’uva e di pressatura delle vinacce sembra la più accreditata, nel corso degli anni sono stati proposti usi eterogenei quali ad esempio la lavorazione delle canapa/lino e la concia naturale delle pelli.
Attraverso vari progetti di archeologia sperimentale si è cercato di verificare la fattibilità di queste produzioni negli impianti sardi.
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In questo studio preliminare si vuole discutere da un punto di vista meccanico (qualitativo e quantitativo) il rapporto forma – funzione del cosiddetto “tranciante trasverso”, microlito trapezoidale utilizzato come armatura di freccia dal... more
In questo studio preliminare si vuole discutere da un punto di vista meccanico (qualitativo e quantitativo) il rapporto forma – funzione del cosiddetto “tranciante trasverso”, microlito trapezoidale utilizzato come armatura di freccia dal tardo Mesolitico al Neolitico antico in tutta Europa e Nordafrica. Svariate pubblicazioni trattano di questo elemento come punta di freccia tout court, senza porsi il problema di approfondirne l’interpretazione funzionale. Lo studio sperimentale dimostra invece come la sua forma ne determini particolari caratteristiche balistiche terminali e di conseguenza ne restringa il campo di utilizzo come componente di proiettile, dedicato prevalentemente alla piccola selvaggina. Nello stesso tempo il suo documentato utilizzo come componente di proiettile per gli scontri armati nell’Egitto predinastico apre scenari diversi e interessanti in grado di giustificarne l’uso in particolari condizioni tattiche.
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The stone presses constitute a fundamental element of the production process and they are of significant interest due to their historical and archaeological value. Those artifacts, being considered less valuable than others, have enjoyed... more
The stone presses constitute a fundamental element of the production process and they are of significant interest due to their historical and archaeological value.
Those artifacts, being considered less valuable than others, have enjoyed relative anonymity on the Island. Furthermore, those we are in possession of are of doubtful and mysterious origin and it is difficult to interpret their typology and age.
The aim of this research project is to clarify the topic through the establishment of a stone presses sample organised by type and function.
Research Interests:
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In Sardegna vivevano un tempo le Janas, benefiche figure femminili sempre intente a tessere splendidi tessuti d’oro. Talvolta uscivano dalle loro case scavate nella pietra, le “domus de janas”, e si lasciavano vedere; amavano ballare,... more
In Sardegna vivevano un tempo le Janas, benefiche figure femminili sempre intente a tessere splendidi tessuti d’oro. Talvolta uscivano dalle loro case scavate nella pietra, le “domus de janas”, e si lasciavano vedere; amavano ballare, potevano anche sedurre gli uomini ma non esserne sedotte. Erano così minute da riuscire ad attraversare, in piedi e con le brocche in testa, le piccole aperture che introducevano nelle loro abitazioni.

Ma l’affascinante interpretazione d’uso delle domus de janas, tramandata dalla leggenda e rafforzata dalla presenza al loro interno di svariati motivi decorativi di tipo architettonico (riproduzioni di soffitti, pilastri, letti ecc.), è stata smentita dall’archeologia che ha dimostrato come in realtà si tratti di tombe collettive scavate nella roccia con strumenti di pietra.
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Il termine “Archeologia sperimentale” risulta oggi oltremodo abusato. L’innegabile spettacolarità del “ricostruire” oggetti e momenti del passato, con la nascita degli archeoparchi e il diffondersi del Re-enactment, ha probabilmente... more
Il termine “Archeologia sperimentale” risulta oggi oltremodo abusato. L’innegabile spettacolarità del “ricostruire” oggetti e momenti del passato, con la nascita degli archeoparchi e il diffondersi del Re-enactment, ha probabilmente oscurato, anche in campo accademico, il reale potenziale insito nella ricerca sperimentale come attività sussidiaria allo studio dell’Archeologia. Oggetto di questo manifesto è quello di proporre una terminologia di base univoca per evitare equivoci tra le attività esperienzali e spettacolari e il contesto educativo e l’ambito della ricerca. EXPERIMENT, EXPERIENCE AND EDUCATION: CONVERGING TRACES OF AN EXPLOITATION PATH - The term "experimental archeology" is today very abused. The undeniable spectacle of the "rebuild" objects and moments of the past, with the birth of archaeo - parcs and the spread of the Re-enactment, has probably obscured, even in the academic field, the real potential of the experimental research activities as sub...
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In questo studio preliminare si vuole discutere da un punto di vista meccanico (qualitativo e quantitativo) il rapporto forma – funzione del cosiddetto “tranciante trasverso”, microlito trapezoidale utilizzato come armatura di freccia dal... more
In questo studio preliminare si vuole discutere da un punto di vista meccanico (qualitativo e quantitativo) il rapporto forma – funzione del cosiddetto “tranciante trasverso”, microlito trapezoidale utilizzato come armatura di freccia dal tardo Mesolitico al Neolitico antico in tutta Europa e Nordafrica. Svariate pubblicazioni trattano di questo elemento come punta di freccia tout court, senza porsi il problema di approfondirne l’interpretazione funzionale. Lo studio sperimentale dimostra invece come la sua forma ne determini particolari caratteristiche balistiche terminali e di conseguenza ne restringa il campo di utilizzo come componente di proiettile, dedicato prevalentemente alla piccola selvaggina. Nello stesso tempo il suo documentato utilizzo come componente di proiettile per gli scontri armati nell’Egitto predinastico apre scenari diversi e interessanti in grado di giustificarne l’uso in particolari condizioni tattiche.
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Arco e frecce sono armi molto antiche, e solo negli ultimi cinquant’anni hanno subito trasformazioni rispetto alla loro matrice preistorica. Le geometrie maggiormente vincenti d’arco esistevano già diecimila anni fa, negli archi semplici,... more
Arco e frecce sono armi molto antiche, e solo negli ultimi cinquant’anni hanno subito trasformazioni rispetto alla loro matrice preistorica. Le geometrie maggiormente vincenti d’arco esistevano già diecimila anni fa, negli archi semplici, e tremila anni fa e più in quelli compositi. Nell’antichità l’arco era strumento e appannaggio di utilizzatori fortemente dedicati, e l’abilità al tiro e alla caccia era conseguenza di duri allenamenti e discipline tutt’altro che superficiali.
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Nel territorio del comune sardo di Ardauli
una delle molte tombe a grotticella di età
prenuragica si distingue per le pitture
degli interni: un patrimonio che è a rischio
di rapida scomparsa...
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Las representaciones esculpidas y grabadas son frecuentes en la Prehistoria Reciente de Cerdeña. Muchas de ellas se han realizado sobre las paredes de los sepulcros en cueva artificial denominados "domus de janas", aunque también se... more
Las representaciones esculpidas y grabadas son frecuentes en la Prehistoria Reciente de Cerdeña. Muchas de ellas se han realizado sobre las paredes de los sepulcros en cueva artificial denominados "domus de janas", aunque también se conocen grabados en cueva y abrigo. Muchas de las representaciones en las cuevas artificiales corresponden a reproducciones de elementos arquitectónicos y a motivos zoomorfos más o menos realistas, pero también se conocen motivos esquemáticos.
La particularidad de los hallazgos que aquí presentamos se encuentra en que estos motivos esquemáticos están pintados en un abrigo. El uso de la pintura está constatado también en las domus de janas para reproducir los mismos motivos esculpidos o para completarlos. Éste es un fenómeno especialmente frecuente en el área en estudio, como demuestra la domus de Mandras.
Además la conexión entre el abrigo pintado y las domus de Janas es más directo, al haberse realizado varias de estas cuevas artificiales en la parte posterior del bloque rocoso en el que se sitúa el abrigo de Crabiosu.
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Gli eventi si articoleranno secondo il seguente programma. VENERDì 22 ore 10, Paleoworking Sardegna incontra la scuola. Laboratori didattici sule tecnologie preistoriche nelle scuole del territorio, a cura degli operatori... more
Gli eventi si articoleranno secondo il seguente programma.
VENERDì 22
ore 10, Paleoworking Sardegna incontra la scuola. Laboratori didattici sule tecnologie preistoriche nelle scuole del territorio, a cura degli operatori dell'associazione.
SABATO 23
ore 17, località S. Damiano: Passeggiando per il centro storico di Ardauli fra portali aragonesi e antichi muretti a secco decorati dai giaggioli, a cura di Amedeo Fadda.
DOMENICA 24
ore 9.30, località S.Quirico: Passeggiando per le vigne di Ardauli fra palmenti e antichi vigneti, a cura di Giuseppe Secci.

ore 11.30 tavola rotonda dal tema: "Vitigni, vino e palmenti in Sardegna dal periodo nuragico ai nostri giorni"
Relatori: Anna Depalmas, Attilio Mastino, Alberto Moravetti, Ignazio Camarda, Gianni Nieddu, Alessandro Usai. 
Moderatore: Giacomo Mameli.
Pranzo condiviso con degustazione di vini del territorio a cura del Sommelier Giuseppe Flore dell'associazione A.I.S..
ore 15.30, Laboratorio sulle terra cruda a cura di di Maddalena Achenza e Maura Serra per l'Associazione Internazionale Città della Terra Cruda - La capanna rappresentata all'interno della Tomba Dipinta di Mandras: ipotesi ricostruttive.
Laboratorio sulla manipolazione della creta a cura di Roberta Cabiddu sulle tecniche di fabbricazione delle brocche askoidi.
Ore 17.30, Laboratorio grafico del cartoonist Enzo Marciante - Le ipotesi ricostruttive della vinificazione con l'uso dei palmenti, che prevede la realizzazione di pannelli direttamente in loco.
Proiezioni video sulla flora e la fauna del Barigadu a cura dell'Ente Foreste della Sardegna.
Animazione per bambini a cura degli operatori PaleoworkingSardegna.
L'evento, realizzato in collaborazione con l'UISP Sardegna,  è patrocinato fra gli altri dalle Università di Sassari e di Granada – Dipartimento di Preistoria e Archeologia, dalla Provincia di Oristano, dal MiBAC – Soprintendenza Archeologica della Sardegna e dalla rivista Archeologia Viva.
Info: 3475150191
www.paleoworkingsardegna.org
paleoworking.sardegna@gmail.com
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Traditional ballistic experiments, able to verify the macroscopic and microscopic results of impact on lithic projectile points for comparison with the archaeological record, have been carried out using carcasses or substitute targets... more
Traditional ballistic experiments, able to verify the macroscopic and microscopic results of impact on lithic projectile points for comparison with the archaeological record, have been carried out using carcasses or substitute targets placed at a variable distances, from 10 to 20 metres. According to the authors, this practice has limitations. First, the effects of short-range impacts have not yet been taken into consideration. In this case, the effect of vibrational mechanics on impact generates transversal macro fractures that are generally considered „incidental‟ in the literature. Second, modifications occurring immediately after impact on a live target resulting from the wounded animal escaping, from transportation of the carcass by hunters and from removal of the projectile from the animal have not been considered.
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This article will show how obsidian macroscopic wear traces analysis on a little assemblage of arrow points excavated from the Neolithic site of S. Vittoria, in the Assai wildlife oasis in the Neoneli territory (Or), can be employed to... more
This article will show how obsidian macroscopic wear traces analysis on a little assemblage of arrow points excavated from the Neolithic site of S. Vittoria, in the Assai wildlife oasis in the Neoneli territory (Or), can be employed to explore the destination of the site. Thanks to experimental archaeology and functional analysis on these remains, assembled in arrow and shoot with bow to boar carcasses, in several sessions, authors hypothesized a temporary hunting dressing site for a quick butchery operations, before returning to the village. The territory morphology, its localization, with a contemporary rich autochthonous fauna and some behavioural aspects on the hunting practice could confirm this hypothesis.
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The lithic flaked industry of Monte S. Vittoria (Neoneli, Sardinia) During the analyses of the lithic industry found at the site of St. Victoria, located within the natural oasis of Assai, in the territory of Neoneli (Or), authors have... more
The lithic flaked industry of Monte S. Vittoria (Neoneli, Sardinia)

During the analyses of the lithic industry found at the site of St. Victoria, located within the natural oasis of Assai, in the territory of Neoneli (Or), authors have been examined so far 357 instruments and 51 arrowheads. The latter, more fragmented and therefore not reusable, studied both from a functional and experimental point of view, have revealed traces of diagnostic impact. Except for leaf-shaped manufacts, the remaining specimens are characterized by the absence of retouch in the classic sense of the word. This complex material is therefore characterized by rapid and opportunistic production of manufacts with sharp edges (chips), not revived later with minute detachment (retouching). The function
of these artefacts, which were analyzed by dimensions and cutting angles, may have been for butchering game. On this basis, in this work, the factors which led to excluding other possible uses for them are examinated. The geographical location of the settlement, situated in dominant position, together with the data generated during the above-mentioned analysis, let us to consider this site as a place where, in addition to observe the game and its movements, butchering subsequent to hunting was made.

Key words: Sardinia, Late Neolithic, Collettive Hunting, Butchering Site, Scrapers, Lithic
Scatters.

La industria lítica tallada de Monte S. Vittoria (Neoneli, Cerdeña)

En el curso de los estudios sobre la industria lítica recuperada en el yacimiento de S. Vittoria, localizado al interior de la reserva natural de Assai, en el territorio de Neoneli (Oristano), se han examinado hasta ahora 357 instrumentos y 51 puntas de flecha. Estas últimas, fragmentarias y por ello no reutilizables, estudiadas sea del punto de vista funcional sea del punto de vista experimental, han revelado trazas que indican impactos. A excepción de los foliáceos, los restantes hallazgos se caracterizan por la ausencia de retoque en el sentido clásico del término. Tal complejo material resulta por ello característico de la producción rápida y opurtunística de artefactos con bordes cortantes (lascas), no reavivados sucesivamente
con extracciones concretas (retoque). La función de estos elementos, de los que se han analizado las dimensiones y los ángulos de corte, podría haber sido la de utensilios
dedicados al desmembramiento de las piezas cazadas. Basándonos en esto, en el presente artículo se analizan sobre todo los elementos para los que se ha podido excluir cualquier otro tipo de utilización. La ubicación geográfica del asentamiento, situado en una posición dominante, junto con los datos obtenidos de los análisis citados, sugieren considerar este yacimiento como un lugar en el que, además de observar los animales salvajes y sus desplazamientos, se efectuaban las operaciones de carnicería sucesivas a la actividad cazadora practicada en sus inmediaciones.

Palabras clave: Cerdeña, Neolítico Reciente, caza de grupo, desmembramiento de las piezas,
raspadores, piezas cortantes.
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I bronzetti raffigurano arcieri veramente straordinari : se ci meravigliamo davanti all’equipaggiamento dei moderni incursori, accessoriati di tutto punto di tecnologia high-tech, come possiamo non sbalordire ancor di più di fronte alla... more
I bronzetti raffigurano arcieri veramente straordinari : se ci meravigliamo davanti all’equipaggiamento dei moderni incursori, accessoriati di tutto punto di tecnologia high-tech, come possiamo non sbalordire ancor di più di fronte alla straordinaria varietà e compattezza delle loro panoplie antiche di tremila anni? Spade, pugnali, spadoni e stocchi, di varie lunghezze, sono tutti ben dettagliati e rappresentati. Ma a queste tipologie siamo ben abituati, anche perché il ferro e il bronzo, nelle sepolture, spesso si conserva. Un primo indizio della fedeltà di questi bronzetti è proprio la correlazione individuabile con questa classe di reperti, che trova riscontro nelle inumazioni. Anche se la cautela non è mai troppa, nell’insieme delle dotazioni dei guerrieri appaiono però evidentissime anche tante armi da lancio.
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RIASSUNTO - Frammento di lingotto “a forma di pelle di bue” dal nuraghe Benezziddo, Aidomaggiore (Oristano) - Presso il nuraghe Benezziddo è stato recuperato un gruppo di oggetti di rame e bronzo. Non si conosce l’originario contesto; vi... more
RIASSUNTO - Frammento di lingotto “a forma di pelle di bue” dal nuraghe Benezziddo, Aidomaggiore
(Oristano) - Presso il nuraghe Benezziddo è stato recuperato un gruppo di oggetti di rame e bronzo. Non si conosce
l’originario contesto; vi sono 31 reperti per un peso totale di 1742 grammi, ascrivibili all’età nuragica, romana e altomedievale.
Tra i reperti nuragici spiccano un frammento di lingotto oxhide, un frammento di panella in rame, un frammento
di ascia a margini rialzati e uno di spada votiva. L’eterogeneità dei reperti e il luogo di rinvenimento suggeriscono
che questi oggetti siano stati interrati di proposito dopo uno scavo abusivo.
RéSUMé - Fragment de lingot “peau-de-boeuf” du nuraghe Benezziddo, Aidomaggiore (Oristano) - Près
du nuraghe Benezziddo on a récupéré un groupe d’objets de cuivre et bronze. On ne connaît pas le contexte original;
il y a 31 pièces avec un poids total de 1742 grammes, attribuables aux âges nuragique, romain et haut-médiéval. Entre
les pièces nuragiques se distinguent un fragment de lingot “peau-de-bœuf”, un morceau de lingot plano-convexe en
cuivre, un fragment de hache à bords rélevés et un d’épée votive. L’hétérogenéité des pièces et l’endroit de découverte
suggérent que ces objets aient été enterrés de propos délibéré après une fouille abusive.
SUMMARY - Fragment of an “oxhide” ingot from nuraghe Benezziddo, Aidomaggiore (Oristano) - A group
of copper and bronze metal objects, has been recovered next to nuraghe Benezziddo. he original context is unknown;
there are 31 inds (total weight 1742 grams) belonging to the nuragic, roman and early-mediaeval ages. Among the
nuragic inds are worthy of note the fragments of a copper oxhide ingot and of a copper bun ingot, and the tiny fragments
of a langed axe and a votive sword. he heterogeneity of the objects and the place of inding suggest that they
were buried on purpose after an illegal excavation.
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The stone presses constitute a fundamental element of the production process and they are of significant interest due to their historical and archaeological value. Those artifacts, being considered less valuable than others, have enjoyed... more
The stone presses constitute a fundamental element of the production process and they are of significant interest due to their historical and archaeological value.
Those artifacts, being considered less valuable than others, have enjoyed relative anonymity on the Island. Furthermore, those we are in possession of are of doubtful and mysterious origin and it is difficult to interpret their typology and age.
The aim of this research project is to clarify the topic through the establishment of a stone presses’ sample organised by type and function. This is to be achieved by employing experimental archaeology, etnoarchaeology and the multi-disciplinary archaeology of line production as approached by the ‘Archeologia dei Paesaggi’
Of those artifacts concerned with the production of wine, the millstones, 103 fixed rural wineries have been found: 12 within the Guilcer area and 91 within the Barigadu area. This is in addition to 53 movable containers connected to at least other 30 wineries.
Having analysed the evidence discovered, it is appropriate to assume that production was widespread in those areas for a long period of time, namely from the Nuragic period to the late Middle Ages.
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New experimental approaches on lithic projectile impacts - The academic interpretation of impact wear -use of lithic projectile points was conducted in the past 30 years only by repeated shoots on carcasses or substitutive targets, at... more
New experimental approaches on lithic projectile impacts - The academic interpretation of impact
wear -use of lithic projectile points was conducted in the past 30 years only by repeated shoots on carcasses or substitutive targets, at distance between 10 - 20 meters, and the subsequent diagnostic wear traces were confined in a restricted pattern. The hunting practices are far from these conditions, because the after-hit phase is full of mechanical interactions that will often leaves different wear traces on lithic points. It also happens in a very short range of shooting, because the arrow vibrations during initial acceleration are substantially different from the dynamic of arrow in a medium
distance flight, and wear traces pattern shows many differences in transversal snap fractures at the impact. Short rage shooting is the characteristic of some collective hunting practices, as disadvantage and pursuit hunting. Authors have conducted experimentation at short distances and collected data from real hunting situations. These data was useful to speculate on behavioral hunting schemes and archeological remains, like the Neolithic obsidian arrow points sample from the collection of Monte Santa Vittoria, (OR - Sardinia), examined on this paper.
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This article will show how obsidian macroscopic wear traces analysis on a little assemblage of arrow points excavated from the Neolithic site of S. Vittoria, in the Assai wildlife oasis in the Neoneli territory (Or), can be employed to... more
This article will show how obsidian macroscopic wear traces analysis on a little
assemblage of arrow points excavated from the Neolithic site of S. Vittoria, in
the Assai wildlife oasis in the Neoneli territory (Or), can be employed to explore
the destination of the site. Thanks to experimental archaeology and functional
analysis on these remains, assembled in arrow and shoot with bow to boar
carcasses, in several sessions, authors hypothesized a temporary hunting dressing
site for a quick butchery operations, before returning to the village. The
territory morphology, its localization, with a contemporary rich autochthonous
fauna and some behavioral aspects on the hunting practice could confirm this
hypothesis.
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New contributions to the knowledge of Sardinian megalithism are offered by dolmenic monuments recently discovered in some up to now unknown sites of Barigadu, geographical area of the central Sardinia. A study of these structures has,... more
New contributions to the knowledge of Sardinian megalithism are offered by dolmenic monuments recently
discovered in some up to now unknown sites of Barigadu, geographical area of the central Sardinia. A study of these
structures has, also permitted some considerations about relations between the dolmenic monuments and the rock-cut
tombs (the so called “domus de janas”), that are falling in the same geographical area. Moreover the “domus de
janas” graves are often rich of architectonic elements reproducing the structures of the prehistoric dwellings, that are
located in the same area. Results about the environmental study are specially interesting as we study these relations.
The obsidian lithic artefacts analysis “the black gold of Prehistory” found in the dolmenic sites, could provide useful
guidance for dating both dolmen and “domus de janas” graves and allocating them in the same cultural context.
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En el término municipal de Ardauli (Cerdeña central) se localizan al menos 30 hipogeos funerarios neolíticos del tipo “domus de janas” aislados o agrupados en pequeñas necrópolis. Entre ellos el más importante es sin duda el de Mandras.... more
En el término municipal de Ardauli (Cerdeña central) se localizan al menos 30 hipogeos funerarios neolíticos del tipo “domus
de janas” aislados o agrupados en pequeñas necrópolis. Entre ellos el más importante es sin duda el de Mandras. Esta tumba,
excavada en las traquitas, muestra – en la antecámara y en el vano principal, el techo pintado para reproducir el de una cabaña
según dos esquemas tipológicos diferentes. Particular interés tiene, además, el motivo “reticulado” reproducido a lo largo
de la pared de la estancia principal.
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Prospezioni di superficie nell’agro di Ardauli (Or) hanno portato all’individuazione di tre cippi funerari inediti. I segnacoli oggetto di questa nota sono stati rinvenuti rispettivamente nelle località di Idd’Edera, Bonorchis e Santu... more
Prospezioni di superficie nell’agro di Ardauli (Or) hanno portato all’individuazione di tre cippi funerari inediti. I segnacoli oggetto di questa nota sono stati rinvenuti rispettivamente nelle località di Idd’Edera, Bonorchis e Santu Liori.
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"The present work will analyse some methods to produce lentisk oil. Lentisk, Pistacia Lentiscus L., is an evergreen shrub with an intense, resinous and aromatic scent. It is typical of the Mediterranean bush and very widespread in... more
"The present work will analyse some methods to produce lentisk oil. Lentisk, Pistacia Lentiscus L., is an evergreen shrub
with an intense, resinous and aromatic scent. It is typical of the Mediterranean bush and very widespread in Sardinia from
mountainous to flat areas. Its leaves, rich with tannin, were used for hide tanning, while its wood, excellent to burn, was
used to make vegetal coal. An oil was made from its fruits, that was mainly used for lighting, for treating kettle’s wounds
and for dressing food in the poorest families. The subject has been dealt with on a multidisciplinary point of view. First,
different operative phases have been set after a series of campaigns of ethnographic investigation in Barigadu, a historical
region of Central Sardinia, and after bibliographical and archival studies. Then, the experimental researches on the
production techniques have allowed to reproduce the techniques and to define the optimal characteristics of the tools to
use. The operative process of every productive method has been documented. The multidisciplinary approach has allowed
to find precious information in botany and archaeology. The information resulting from the experimental method has
permitted a wider interpretation of the published information."
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"The most ancient witnesses of vine cultivation in Sardinia date back to the Middle Bronze Age (XV-XIV century. B.C. ). However, even though recent research on wine and vine archaeology on the island has developed considerably, a lot of... more
"The most ancient witnesses of vine cultivation in Sardinia date back to the Middle Bronze Age (XV-XIV
century. B.C. ). However, even though recent research on wine and vine archaeology on the island has developed
considerably, a lot of questions about the vine origins and its domestication modes and about wine-making
methods are still to be answered. To get around this, the writer has undertaken a study aiming at creating a
typological - functional catalogue of the so-called “palmenti”, the stone tanks where the grape treading process
was carried out. Here you will find the first results achieved in the historical zone of central Sardinia named
Barigadu, where olive groves and vineyards flourish and are still worked by traditional methods. In this
territory, following to several campaigns of ethnographic research and field work, nearly forty “palmenti” have
been found, some of which were still in use until a short time ago."
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Nel territorio del comune sardo di Ardauli una delle molte tombe a grotticella di età prenuragica si distingue per le pitture degli interni: un patrimonio che è a rischio di rapida scomparsa.
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Vengono esaminati alcuni bronzetti arcieri di cui si tenta una catalogazione tipologica degli archi e delle panoplie rappresentate.
... L'industria dei tagliente di monte S. Vittoria (Neoneli, Sardegna). Autores: Cinzia Loi; Localización: Cuadernos de prehistoria y arqueología de la Universidad de Granada, ISSN 0211-3228, Nº 19, 2009 (Ejemplar dedicado a:... more
... L'industria dei tagliente di monte S. Vittoria (Neoneli, Sardegna). Autores: Cinzia Loi; Localización: Cuadernos de prehistoria y arqueología de la Universidad de Granada, ISSN 0211-3228, Nº 19, 2009 (Ejemplar dedicado a: Ideología y Arqueología) , págs. 307-325. ...
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... Reporti bronzei dal nuraghe Benezziddo, Aidomaggiore (Oristano). Autores: Cinzia Loi; Localización: Cuadernos de prehistoria y arqueología de la Universidad de Granada, ISSN 0211-3228, Nº 19, 2009 (Ejemplar dedicado a: Ideología y... more
... Reporti bronzei dal nuraghe Benezziddo, Aidomaggiore (Oristano). Autores: Cinzia Loi; Localización: Cuadernos de prehistoria y arqueología de la Universidad de Granada, ISSN 0211-3228, Nº 19, 2009 (Ejemplar dedicado a: Ideología y Arqueología) , págs. 379-391. ...
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"Il lentischio, Pistacia lentiscus, è un arbusto sempreverde dall'intenso profumo resinoso e aromatico, tipico della macchia mediterranea, molto diffuso in Sardegna dalla pianura alle zone montuose (kessa, moddizzi). Le foglie, ricche di... more
"Il lentischio, Pistacia lentiscus, è un arbusto sempreverde dall'intenso profumo resinoso e aromatico, tipico della macchia mediterranea, molto diffuso in Sardegna dalla pianura alle zone montuose (kessa, moddizzi).
Le foglie, ricche di tannino, venivano impiegate per la concia delle pelli, mentre il legno, ottimo da ardere, veniva usato per produrre carbone vegetale.
Dai frutti si ricavava un olio, utilizzato un tempo principalmente per l’illuminazione, per la cura delle ferite del bestiame e, nelle tavole dei poveri, per uso alimentare."
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"Nella regione storica del Barigadu (293,94 Kmq), le testimonianze più antiche relative alla frequentazione umana, sembrano risalire al Neolitico Recente, ai tempi della Cultura di Ozieri (4000-3200 a.C.), cui seguono testimonianze... more
"Nella regione storica del Barigadu (293,94 Kmq), le
testimonianze più antiche relative alla frequentazione umana, sembrano risalire al Neolitico Recente, ai tempi della Cultura di Ozieri (4000-3200 a.C.), cui seguono testimonianze delle fasi iniziali dell’Eneolitico (culture di Filigosa-Abealzu 3200-2700 a. C.).Allo stato attuale delle ricerche, possono ascriversi alle culture prenuragiche 43 complessi funerari che ospitano almeno 145 tombe ipogeiche, le cosidette “domus de janas” -, 2 dolmens, 2 menhirs, un gruppo di statue-menhirs, 11 stazioni litiche e 1 riparo sotto roccia, con una densità dello 0,20 per kmq."
Research Interests:
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Manifesto redatto dal Comitato organizzatore del meeting "Archeosperimentare in Sardegna" (Ardauli -10 Maggio 2009) incentrato sulle problematiche inerenti l’Archeologia sperimentale (omologazione del linguaggio, deontologia degli... more
Manifesto redatto dal Comitato organizzatore del meeting "Archeosperimentare in Sardegna"
(Ardauli -10 Maggio 2009) incentrato sulle problematiche inerenti l’Archeologia sperimentale
(omologazione del linguaggio, deontologia degli operatori, ricadute a favore del territorio e della Cultura)
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Fra gli archi Preistorici rinvenuti finora, l’Arco di Ötzi rappresenta un unicum costruttivo, tipologicamente a sé stante, sia rispetto a quelli coevi che a quelli realizzati più tardi. Le dimensioni, la natura e la struttura del legno... more
Fra gli archi Preistorici rinvenuti finora, l’Arco di Ötzi rappresenta un unicum costruttivo, tipologicamente a sé stante, sia rispetto a quelli coevi che a quelli realizzati più tardi. Le dimensioni, la natura e la struttura del legno utilizzato per la sua fabbricazione, sono noti; il metodo di lavorazione e le scelte adottate nel definirne l’orientamento, invece, non sono facilmente determinabili attraverso una - seppur accurata - analisi di “superficie”. Di conseguenza, anche le prestazioni balistiche del manufatto, non risultano facilmente ipotizzabili. Manca, ad oggi, nonostante la ricca bibliografia sui reperti di questo genere e, più in generale, sulla costruzione dell’arco preistorico, la dimostrazione sperimentale delle asserzioni avanzate finora >>>
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This article will show how obsidian macroscopic wear traces analysis on a little assemblage of arrow points excavated from the Neolithic site of S. Vittoria, in the Assai wildlife oasis in the Neoneli territory (Or), can be employed to... more
This article will show how obsidian macroscopic wear traces analysis on a little assemblage of arrow points excavated from the Neolithic site of S. Vittoria, in the Assai wildlife oasis in the Neoneli territory (Or), can be employed to explore the destination of the site. Thanks to experimental archaeology and functional analysis on these remains, assembled in arrow and shoot with bow to boar carcasses, in several sessions, authors hypothesized a temporary hunting dressing site for a quick butchery operations, before returning to the village. The territory morphology, its localization, with a contemporary rich autochthonous fauna and some behavioral aspects on the hunting practice could confirm this hypothesis.
"Archeosperimentare in Sardegna, giunto alla sua quinta edizione, è un meeting internazionale dedicato alla valorizzazione e allo studio del patrimonio archeologico tramite la didattica delle Tecnologie primitive e dell’Archeologia... more
"Archeosperimentare in Sardegna, giunto alla sua quinta edizione, è un meeting internazionale dedicato alla valorizzazione e allo studio del patrimonio archeologico tramite la didattica delle Tecnologie primitive e dell’Archeologia sperimentale.
La manifestazione 2013 fa parte del ciclo “eco-manifestazioni” organizzate dal Comune di Ardauli, in collaborazione con l’Associazione Paleoworking Sardegna A.P.S., dell’Area Giochi e
Sport Tradizionali UISP e del Network Paleoworking.

Archeosperimentare V gode del patrocinio scientifico dell’Università degli Studi di Sassari, dell’Università di Granada, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, dell’Ente Foreste della Sardegna e di Archeologia Viva.

Ha il patrocinio della Regione Sardegna, della Provincia di Oristano, dell’Unione dei Comuni del Barigadu.

Hanno collaborato:
Comitato Regionale UISP Sardegna, Comitato Territoriale UISP di Oristano, Cooperativa Malokis, Associazione Tramudas (Lega Montagna UISP), CEAS Guilcier - Barigadu, Arcieri dell’Airone A.S.D. (Area Giochi e Sport Tradizionali UISP), Paleoworking
Junior"
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